Stefania Sammarro in un teatro silenzioso

Fa il suo esordio nelle librerie un libro di visioni oniriche, una raccolta di immagini che dagli occhi arriva dritto al cuore. Si intitola Oblivion il volume pubblicato da Falco Editore e curato dalla giovane fotografa calabrese Stefania Sammarro. È un libro fatto di visioni: in grado di entrare nella Storia dell’Arte con i suoi riferimenti a Caravaggio o Hammershøi – l’artista che dipingeva le donne di spalle. Imprigionano il teatro – con la costruzione di una scena, dove il soggetto diventa oggetto del non luogo stesso – e il cinema: ogni immagine, infatti, è un singolo fotogramma, che allacciato all’altro crea una storia, un racconto, sia esso fantastico che reale. I riferimenti alla letteratura, alla filosofia e alla poesia sono evidenti, proprio perché ogni immagine è in grado di raccontare, spesso, più delle parole; la parola letteraria, infatti, da semplice scritto, si trasmuta in visione, in un’opera da “leggere” attraverso lo sguardo. Infine, sono chiari i riferimenti al sociale, con i ritratti legati alla donna e alla violenza sulla donna, ma anche attraverso il richiamo coraggioso alla valorizzazione della propria terra e delle sue mille sfaccettature. Borghi antichi, ruderi e paesaggi obliati che, attraverso l’arte fotografica, ritornano ad essere protagonisti indiscussi dello scenario culturale e sociale, consegnati nuovamente alla memoria del tempo. Il libro è un percorso immaginario, dove le fotografie vengono scrutate dallo sguardo critico di autori, professori e giornalisti. La prefazione è a cura di Daniele Dottorini, docente di cinema all’Università della Calabria; l’aspetto teatrale e scenografico del libro è raccontato dall’attrice Imma Guarasci; l’aspetto sociale dal prof. Giuseppe Ferraro, docente di filosofia all’Università Federico II di Napoli; l’aspetto psicologico dalla psicoanalista e criminologa Simonetta Costanzo; l’aspetto artistico al Prof. di Arti visive Mimmo Legato. I contributi letterari e sulla fotografia concettuale sono affidati alla ricercatrice Maria Sammarro e alle giornaliste Stefania Carpentieri e Ilaria Introzzi.

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